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Al giorno d’oggi, le persone utilizzano quotidianamente la firma elettronica senza rendersi conto di eseguire una “Firma Elettronica o e-sign”.

Quando apponiamo la firma su un dispositivo di pagamento alla cassa del supermercato, rispondiamo ad una mail con una conferma scritta dell’accettazione dei termini e condizioni o digitiamo il PIN del nostro Bancomat, stiamo apponendo una e -signature o meglio una firma elettronica.

Sicuramente alcuni tipi di firme elettroniche sono legali, e sono utilizzate dai professionisti di tutti i settori regolamentati transazioni più importanti. Ma cosa rende legali le firme elettroniche?

Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo prima chiederci qual è lo scopo di apporre una firma (sia essa elettronica o tradizionale). Lo scopo è fornire un simbolo riconosciuto da entrambe le parti che permetta di accettare e confermare quanto accordato.

La legge italiana definisce la firma elettronica come “un insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica”: è quindi la forma più debole di firma in ambito informatico, in quanto non prevede meccanismi di autenticazione del firmatario o di integrità del dato firmato.

Ci sono alcune situazioni dove, in base a quanto sopra, è sufficiente apporre una immagine della nostra firma associata ad una frase che indica la nostra accettazione del contenuto o/e degli allegati di una mail ricevuta, ma per molte situazioni questo non è sufficiente.

Trovandosi di fronte a un contenzioso, è importante poter produrre un documento che provi l’avvenuta firma elettronica e che possa anche essere autenticato per fornire una prova forense su chi ha firmato, cosa ha firmato e quando lo ha firmato (non dimentichiamoci che una mail, un PDF, una fotografia possono essere facilmente modificati, così come un documento stampato può essere facilmente impugnato).

Un esempio di documento che prova l’avvenuta firma elettronica con un valore probatorio elevato è RMail Registered Receipt™ record, generato da RMail dopo l’invio del documento.

Si tratta di un documento probatorio che viene restituito al mittente tramite e-mail che fornisce una prova che certifica la consegna, il contenuto, l’ora di ricezione, mittente e destinatari, firma dei destinatari, data e ora, audit trail forense e altri dettagli chiave di transazione. Questo documento è portatile, in modo che, in caso di controversia, possa essere inoltrato per e-mail a qualsiasi parte avversa, consulente legale, arbitro, mediatore o ufficiale legale, in modo da consentire una facile autenticazione dei dettagli della transazione.

Se siete interessati ricevere maggiori informazioni, inclusa una dimostrazione di RMail soluzione per la firma elettronica e l’invio di e-mail criptate e tracciate, potete contattarmi direttamente scrivendo a

Giacomo Ariboni
Giacomo Ariboni
RMail specialist and R&D Manager at Francopost Srl, Passionate of travel, photography and good food. My new goal is to make RMail / RSign solutions a standard for the security of our digital communications and transactions.

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