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Le insidie della Rete sono tante e a volte finiscono per intrappolare gli utenti. Una delle emergenze del web è senz’altro quella dei crimini informatici che ogni minuto nel mondo, nonostante le aziende a livello globale investono per la sicurezza informatica circa 171.233 dollari al minuto (circa € 150.000),  ci costano un milione di euro e la cifra è in aumento.

Nonostante questi ingenti investimenti, ogni 60 secondi, 1,5 organizzazioni sono colpite da attacchi ransomware, che limitano l’accesso del dispositivo infettato e comportano la richiesta di un riscatto (dall’inglese ransom) per rimuovere la limitazione. Questi attacchi hanno un costo globale per le aziende pari a circa 15.221 dollari al minuto (130.000 euro), per un totale di circa 8 miliardi di euro all’anno. Globalmente, ogni minuto vengono persi più di 1.138.888 milioni di dollari a causa del crimine informatico, con un aumento rispetto all’anno scorso di 282.724 dollari.

Questi dati sono presenti nel report “Evil Internet Minute 2.0” pubblicato dalla società di sicurezza informatica americana RiskIQ. Nel report si evidenzia come, ogni 60 secondi, 1.861 persone vengano colpite da attacchi informatici come malware e phishing.

Non c’è da meravigliarsi se così tante persone sono vittime di crimini: ogni minuto, hacker da tutto il mondo distribuiscono collettivamente 1.274 malware, 22,9 e-mail phishing, 9 annunci pubblicitari fake e 21 nuovi domini di phishing.

Ma non sono solo gli attacchi informatici ad impensierire, anche la violazione dei dati (meglio nota come Data Breach) è un grande problema, ogni giorno vengono rubati e divulgati pubblicamente 2,9 miliardi di informazioni.

In Italia, la Polizia di Stato opera contro i crimini informatici supportata dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni inoltre sono stati stipulati diversi accordi in attuazione delle direttive del Ministro dell’Interno finalizzate a rendere ancora più efficace l’azione di contrasto della Polizia di Stato in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, attraverso la collaborazione con soggetti pubblici e privati che operano in settori nevralgici per il funzionamento del Paese.

Ma questo non basta, oltre a sensibilizzare le aziende e tutti gli utenti, ad istituire misure appropriate come una DMZ, si deve far leva e sensibilizzare tutti riguardo l’importanza della protezione del traffico di dati via e-mail.  RMail, grazie alle sue funzionalità e alle eccellenti caratteristiche di sicurezza e tracciabilità delle comunicazioni sensibili via mail si sia rivelato una delle migliori soluzioni di protezione del traffico dati via e-mail.

La funzione TLS automatica di RMail rileva se è disponibile una connessione protetta TLS in modo da recapitare il messaggio crittografato al destinatario tramite una connessione sicura. Nel caso TLS non sia disponibile, RMail converte l’e-mail originale e la invia come PDF crittografato AES a 256 bit sicuro, applicando la stessa protezione anche agli eventuali allegati.

Oltre alla modalità TLS automatica per la crittografia, RMail offre un pacchetto di soluzioni che comprendono la prova di consegna registrata e verificabile con marca temporale, la firma elettronica e-sign dei documenti ed è in grado di trasferire file di dati di grandi dimensioni (fino a 1 GB).

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Giacomo Ariboni
Giacomo Ariboni
RMail specialist and R&D Manager at Francopost Srl, Passionate of travel, photography and good food. My new goal is to make RMail / RSign solutions a standard for the security of our digital communications and transactions.

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